Emergenza Covid19 e sistema sanitario: tra carenze e negligenze

Emergenza Covid19 e sistema sanitario: tra carenze e negligenze

A cura del dott. Giuseppe Origlia, dell’associazione “Medici La Nuova Mano”, nata per la tutela del medico, dell’infermiere e dell’operatore sanitario nell’esercizio della sua professione.

La situazione emergenziale covid19 ha indotto le strutture sanitarie al collasso, complici i tagli alla sanità, il depotenziamento di molteplici strutture ospedaliere nonché una gestione politico – amministrativa dell’emergenza che è risultata, negligente ed approssimativa in quanto essa non ha tenuto conto, in modo scientifico – sia da un punto di vista della concreta attuazione di idonei protocolli presso i presidi sanitari che della gestione comportamentale della cittadinanza – delle esperienze maturate in paesi già colpiti da questa terribile pandemia.

Medici, infermieri ed operatori sanitari, non dotati di idonei ed adeguati DPI, sono stati esposti al contagio e spediti “in trincea” privi di quelle “armi difensive” che avrebbero consentito loro di evitare la contrazione del Covid19. Tale grave mancanza ha cagionato l’infezione e la conseguente morte di numerosi medici ed infermieri che, espletando la propria attività lavorativa in condizioni precarie, sono rimasti fedeli a quell’ideale della salvaguardia della vita dell’uomo che anima ogni sanitario. A ciò si deve aggiungere che molti tra medici ed operatori che hanno contratto il virus, hanno sviluppato un’infezione di natura asintomatica continuando a veicolare, quindi, incoscientemente, l’infezione tra gli operatori sanitari con i quali sono stati a contatto, compresi gli stessi pazienti che si affidavano alle loro cure.
Gli ospedali, pertanto, si sono trasformati in zone ad alta prevalenza di infettati nei quali nessuna persona contagiata risulta, effettivamente, isolata.
Ancor oggi, medici ed infermieri non dispongono di adeguato DPI ed il rischio di contagio per i pazienti e tra colleghi è altissima, così come la certezza di creare dei centri ad alta densità virale che andranno ad implementare il decorso della malattia, con il conseguente collasso delle strutture ospedaliere e l’inevitabile ed ulteriore perdita di numerose vite umane.

L’individuazione e l’isolamento dei contagiati, siano essi sintomatici che non, si ritiene che non solo possa essere il principale mezzo per proteggere dal contagio gli individui e limitare quindi la diffusione della pandemia, ma possa incidere sull’evoluzione grave della malattia nei soggetti contagiati. Ai fini, quindi, di bloccare la diffusione del virus risulta necessario individuare, identificare ed isolare il più alto numero possibile di soggetti asintomatici che costituiscono probabilmente la maggiore fonte di malattia. L’isolamento rappresenta, allo stato, il principale mezzo atto ad arginare la pandemia in corso.

La burocrazia esistente per praticare tamponi in casi sospetti rende effimero qualsiasi tipo di prevenzione. In taluni casi i medici dedicati ai reparti Covid, vengono impiegati per l’espletamento di turni in convenzione in altre terapie intensive non Covid (si pensi ai reparti di terapie intensive e/o rianimazioni dove sono ricoverati pazienti ad altissimo rischio di mortalità se sovrainfettati dal virus) diventando, quindi, possibili strumenti di diffusione del contagio proprio perché chiamati ad operare in promiscuità nei suddetti differenti contesti. Ed il tutto tacendo in merito ai ritardi che si sono verificati nel fermare l’attività ospedaliera di elezione. Purtroppo, nonostante il vantaggio dato dalle prime regioni contagiate, la programmazione e riorganizzazione (che a nostro parere è tutto) è stata pressochè assente, specie in alcuni contesti del Centro-Sud Italia.
D’altro canto, i costi legati all’esecuzione di screening, sarebbe inferiore certamente rispetto ai costi legati al ricovero di ulteriori pazienti in ospedale e/o in terapia intensiva, sia in termini di impiego di personale che nel reperimento dei relativi macchinari, per non parlare di tutti gli altri vantaggi facilmente deducibili.

Un ulteriore punto da approfondire è l’assenza di precipui protocolli ministeriali ad hoc, che a prescindere dalle indicazioni etiche, guidi il medico nella scelta terapeutica. Tale aspetto non può considerarsi solo di natura medica, bensì, alla luce dei fatti di cronaca va ad incidere su profili di responsabilità sull’operato del medico che già lavora in condizioni emergenziali ed inadeguate. Aberrante era da considerarsi l’emendamento proposto in merito alla responsabilità civile e penale dei datori di lavoro, operatori sanitari e socio sanitari. Con tale emendamento si andava a creare una norma ad hoc in grado, qualora non sarebbero stati rilevati i dovuti profili di incostituzionalità e di responsabilità penale per gli stessi proponenti, la responsabilità di colui o coloro che avrebbero dovuto tutelare, come di fatto non accaduto, la classe degli operatori sanitari. Così come non appare satisfattivo il proposito normativo in merito alla responsabilità civile che viene rimodellata su quella penale esistente, pur in assenza di quei precipui protocolli dalla cui sola applicazione scaturisce la clausola di non punibilità.

Ci si indigna, ci si rammarica e si piangono le numerose vite umane falciate dall’epidemia, ma la lentezza e l’inadeguatezza degli interventi non potrà che implementare quel mostro chiamato Pandemia.

Violenza di genere: impara a difenderti con Street Kali

Violenza di genere: impara a difenderti con Street Kali

Una realtà salernitana impegnata da anni nel contrasto della violenza di genere ed in particolar modo di quella sulle donne che, collaborando attivamente al fianco delle Forze dell’Ordine e di Enti Istituzionali, è diventata in questo campo un punto di riferimento a livello italiano. Stiamo parlando dell’Associazione Street Kali, la cui esperienza nel settore della difesa personale ha fatto sì che il loro lavoro fosse riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, tanto da parlare del “modello Salerno”. Da anni ormai il gruppo propone infatti corsi di autodifesa per donne e non solo. La grande attenzione che le persone rivolgono al settore della difesa personale li ha portati ad ampliare il loro lavoro ed a coinvolgere non più solo le donne, principale target di riferimento, ma tutti quanti possano essere interessati ad apprendere questo concetto. Pertanto negli anni sono state realizzate iniziative destinate a donne, uomini, appartenenti alle Forze Militari e di Polizia, esperti del settore, personale aziendale e a chiunque voglia approfondire il segmento dell’autodifesa a scopo lavorativo o personale.

street kali difesa

Dall’esperienza di Matteo Renna e Annalisa Pignataro, entrambi istruttori federali appartenenti alla Federazione Italiana Krav Maga, dal 2014 è partito il progetto “Beauty_Full – La bellezza per sensibilizzare contro la violenza sulle donne”, un articolato lavoro che prevede più azioni volte a contrastare ogni tipo di violenza di genere.
Una mostra d’arte e un corso gratuito di autodifesa per le donne sono le attività principali del progetto, ma ad arricchirlo vi sono anche dibattiti, convegni, incontri con le scuole, e tutto quanto faccia sì che questo dramma odierno possa essere sempre meno una piaga sociale.
“Il corso di autodifesa della Street Kali – ci spiegano dall’associazione – nasce per insegnare soprattutto la prevenzione, l’atteggiamento mentale da tenere nel caso di un’aggressione, le tecniche di base per potersi difendere. Il programma insegnato è basato su situazioni molto reali, sulla capacità di reagire di fronte ad un gesto violento, come può essere un pugno, uno schiaffo o un tentativo di strangolamento”.
L’obiettivo, in due mesi di incontri, è di guidare ogni partecipante verso un accrescimento personale e una maggiore consapevolezza di sé affrontando l’argomento della difesa personale in maniera pratica e teorica. Il programma che verrà illustrato ha lo scopo in primo luogo di prevenire i possibili casi di rischio, di insegnare a reagire alle eventuali aggressioni senza l’utilizzo di forza, di usare la paura come elemento a proprio vantaggio, fino a guidare le partecipanti al corso ad acquisire gestualità e comportamenti che possano permettere loro di evitare situazioni di pericolo e mettersi in salvo. Il programma è stato ideato appositamente per le donne dalla Street Kali a partire dal Krav Maga, un sistema di combattimento ravvicinato considerato da molti il miglior sistema di autodifesa del mondo, dal quale sono state estrapolate delle tecniche estremamente semplici e facili da apprendere e da applicare, tanto da poter essere messe in pratica da donne di tutte le età.

street kali difesa

Con l’ausilio di uno psicologo di un legale e di un criminologo vengono spiegati la gestione delle proprie emozioni, dell’ansia e del panico, i diritti e le normative vigenti in materia di difesa personale.
“L’ultimo corso realizzato nel comune di Nocera Superiore – aggiungono dall’associazione – ha visto affluire circa 78 donne di tutte le età, e i corsi realizzati precedentemente non sono da meno, arrivando a raggiungere per un solo corso addirittura le 200 iscritte, segno di una sempre maggiore esigenza di trovare risposte in iniziative che le portino ad intraprendere un percorso di indipendenza e ritrovata consapevolezza di sé”.

Per info e contatti

cell. 351 8119707 | 346 0401578
[email protected]
Fb: Associazione Street Kali | Progetto Beauty_Full

Volturara Irpina e la leggenda del Dragone

Volturara Irpina e la leggenda del Dragone

In Irpinia, nel territorio del paese di Volturara, si estende la Piana del Dragone, un’area pianeggiante di circa 1100 ettari, situata ad un’altezza di 685 metri sul livello del mare e circondata dai monti Costa, Chiarini, Foresta, Valle dei Lupi e Calcara d’Alessio.

bocca del dragone

Proprio questa particolare ubicazione geografica fa sì che, in inverno, quando piove, l’acqua si raccoglie formando un bacino stagionale, chiamato “Lago Dragone”, anche se l’appellativo di lago non è del tutto appropriato. Le acque della Piana defluiscono poi attraverso un inghiottitoio che assorbe circa 900 litri d’acqua al secondo in condizioni normali, detto “Bocca del Dragone”.
Su questo luogo magico non poteva non esistere una leggenda altrettanto affascinante. Si crede infatti che la “bocca” ospitasse un tempo un feroce drago a tre teste e con un solo occhio, che teneva sotto scacco i cittadini di Volturara, costringendoli a sacrifici umani per placare la sua ira.
Il drago, posto alla guardia di un tesoro, sarebbe stato però un giorno finalmente sconfitto dall’eroe Gesio. Un giovane cavaliere, alto come un gigante e molto coraggioso che si narra abbia posto fine alle angherie del drago con la sua spada. Secondo la leggenda, sarebbe stato proprio il grande animale sputafuoco, accasciandosi a terra con le sue tre teste, a formare i solchi e le voragini ancora visibili da cui sgorgherebbe il sangue del Dragone come un torrente in piena.

Villa Mancini: “tessere amore” per l’inclusione

Villa Mancini: “tessere amore” per l’inclusione

La Fattoria Sociale “Villa Mancini” nasce a Ponte in provincia di Benevento, grazie ad un fecondo incrocio di gesti generosi. Tutto ha inizio con la concessione in eredità di un piccolo rudere ed un ampio terreno, di circa 15mila mq, da parte della signora Clara Mancini alla Chiesa Beneventana, affinché fossero utilizzati per fornire servizi a favore dell’intera comunità.

fattoria sociale villa mancini

L’Arcivescovo Andrea Mugione, attraverso la Caritas Diocesana, espresse quindi la volontà di sfruttare la possibilità presentata e di sostenere un progetto che assecondasse quelle che erano le volontà della signora Mancini, rendendo quel rudere un servizio utile per la comunità locale, facendone un segno di accoglienza e di promozione per giovani in condizioni di disagio psichico.
La Cooperativa Sociale “La Solidarietà” ha avuto nel 2012 il bene in affidamento e, attraverso i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, ha potuto riadattare il bene per trasformarlo in una Fattoria Sociale.
Oggi “Villa Mancini” ospita adulti con disagio psichico che svolgono Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati (PTRI) con Budget di salute (uno strumento innovativo presente a Benevento solo dal 2014 e finora quasi mai utilizzato), ed è stato il primo Habitat della provincia di Benevento ad accogliere le persone dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), chiusi con la storica legge 81/2014 che ha completato la riforma della salute mentale iniziata nel 1978 da Franco Basaglia.
La Fattoria Sociale “Villa Mancini” è diventata luogo di accoglienza e insieme di lavoro, caratterizzata da un’eccellente produzione orticola, portata avanti sul terreno adiacente alla casa, che provvede a fornire agli ospiti prodotti biologici di primissima qualità.
A breve verrà prevista anche l’installazione di un frutteto per la produzione di frutta biologica, che nel rispetto della natura sarà priva di qualsiasi trattamento chimico, così da poter intensificare ed estendere l’offerta alimentare della Fattoria.

All’interno di Villa Mancini sono inoltre attivi una falegnameria per il riciclo e la valorizzazione delle pedane in legno, e dei laborativi creativi, molto utili ad aumentare il senso di partecipazione e di inclusione.

Oggi la Fattoria è animata dal Consorzio di Cooperative Sociali ed Agricole “Sale della Terra“, con il sostegno etico della Caritas Diocesana di Benevento.
Il Consorzio intende investire nelle attività artigianali per consentire agli Ospiti dei diversi Habitat sociali che stanno seguendo il proprio PTRI di concretizzare una vera e propria attività lavorativa.
Gli ospiti della Fattoria sono giornalmente impegnati in laboratori artigianali della linea #TuSeiTelaio del Consorzio Sale della Terra: un percorso di integrazione costruito credendo nelle capacità delle persone che ne sono le protagoniste. #TuSeiTelaio crea oggetti rigorosamente a mano con utilizzo di materiali diversi: le bomboniere solidali realizzate con la juta, il feltro, i gessetti in ceramica, i manufatti in legno, le candele, il tessile, sono espressione di creatività, impegno, capacità di agire e produrre.

fattoria sociale villa mancini

Il telaio è annodo di amore che lega le relazioni. Ma l’amore non si vede, non si parla, non si misura. L’amore si prova. Si dona. Si fa. Si riceve. Si lavora. Si costruisce con le mani. Si sacrifica. Si scioglie. Si sceglie. Il telaio è il “tu” che diventa protagonista di quell’amore, amato o amante, sociale o personale.
Il telaio è “tessere amore” attraverso i legami che esistono solo perché si scelgono progetto per progetto, anno per anno, giorno per giorno. Perché l’Amore è scelta libera, è prendersi o ri-prendersi anche quando non si hanno vincoli. Ognuno è telaio del proprio amore che genera relazioni che generano amore.
Anche se appartenenti a quelle fasce sociali più disagiate, donne e uomini in difficoltà, grazie alle possibilità che la Fattoria Sociale “Villa Mancini” ha posto in essere, possono riaffermare il diritto ad un lavoro dignitoso ed esercitare un ruolo sociale attivo, secondo i principi dell’inclusione sociale e dell’integrazione dei soggetti più deboli, che rappresentano i pilastri alla base di tutta la rete del Consorzio di Cooperative Sociali ed Agricole “Sale della Terra“, supportate dalla Caritas Diocesana di Benevento.

La Fattoria sociale Mancini è, in conclusione, un luogo inclusivo che sfrutta la positività del ritorno ad uno stile di vita più lento, immediato, pragmatico e legato alla natura, al fine di creare le condizioni più favorevoli per coltivare l’affettività, la socializzazione e il reale inserimento lavorativo degli ospiti che la vivono.

Fico bianco del Cilento

Fico bianco del Cilento

Il “Fico bianco del Cilento” è uno dei prodotti simbolo di questo territorio. L’introduzione del fico pare infatti essere precedente al VI secolo a. C. ed è dovuta ai coloni greci che in quest’area avevano fondato diverse città.

fico bianco del cilento

Una tradizione millenaria quindi, sopravvissuta grazie alla tenacia e alla capacità dei produttori cilentani e che si è evoluta nel corso dei secoli: il frutto infatti da “pane dei poveri”, come un tempo veniva definito, è diventato un alimento pregiato da consumare in occasioni speciali come il Natale.

Il fico bianco deriva da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato ed è un prodotto con caratteristiche uniche che gli hanno fatto ottenere l’attribuzione della certificazione DOP. Deve il nome al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa è di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno.

Una preparazione tradizionale ancora in uso è quella che vede i fichi “steccati”, infilati cioè in due stecche di legno parallele per formare le “spatole” o “mustaccioli”. In commercio ne esistono ormai tante golose varianti, farcite con mandorle, noci, nocciole, semi di finocchietto, bucce di agrumi, ricoperte di cioccolato, o immerse nel rum. Sempre più ricercati sono anche i fichi essiccati e poi dorati al forno, soprattutto quelli farciti.
Pregiati, ma sempre più rari per gli alti costi di preparazione, sono i fichi mondi, senza buccia, dal colore chiarissimo tendente al bianco.

La zona di produzione del “Fico Bianco del Cilento” DOP comprende ben 68 comuni, posti a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento e in gran parte inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Un’area che, grazie all’azione mitigatrice del mare e la barriera posta dalla catena degli Appennini alle fredde correnti invernali provenienti da nord-est, è ideale per la coltivazione e conferisce al prodotto le straordinarie caratteristiche che lo rendono famoso.

Airola: attivo il centro multiservizi “Family Community”

Airola: attivo il centro multiservizi “Family Community”

Il Centro Territoriale Multiservizi per le famiglie “Family Community” di Airola, in provincia di Benevento, è un progetto pensato e promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Cassiopea, che ha come missione fondante la prevenzione del disagio, la promozione del benessere e la tutela dei diritti umani e sociali.

centroAirola

Partner del progetto è il Comune di Airola che, condividendone le finalità, ha concesso, a titolo gratuito, i locali presso i quali è ubicato il Centro che vuole essere un punto di riferimento, un centro di ascolto e sostegno per le famiglie e l’intera comunità. Innovativo e di notevole importanza è il servizio di consulenza e supporto ai pazienti oncologici e ai familiari caregiver.
Tra i servizi anche lo sportello al cittadino che nasce dalla collaborazione dell’Associazione Cassiopea con Cittadinanzattiva Campania. Lorenzo Latella, segretario regionale di Cittadinanzattiva Campania ha infatti accolto, fin da subito, l’invito a collaborare nella realizzazione del progetto e in particolare ha consentito l’attivazione dello sportello dedicato alla tutela dei diritti. È un servizio di orientamento, informazione e tutela per i cittadini che hanno subito disservizi negli ambiti della sanità, dei servizi pubblici e della giustizia.

L’intero progetto è innovativo per il territorio in cui nasce. L’obiettivo è costruire un sistema di rete strutturato tra soggetti territoriali pubblici e del privato sociale che attraverso azioni sinergiche siano in grado di rispondere ai nuovi bisogni emergenti e multidimensionali delle famiglie e del singolo. Si inserisce, nella progettualità del Centro, un lavoro di ricerca sociale sui bisogni emergenti delle famiglie. Inizialmente la ricerca coinvolgerà i Comuni afferenti all’Ambito B3. La ricerca sarà condotta da Daniela Petrone e Annamaria D’Alessio, sociologhe, esperte di ricerca sociale nonché consulenti del Laboratorio Nazionale di Sociologia dell’Associazione Sociologi Italiani di cui Cassiopea è partner. Il centro si avvale della collaborazione di professionisti esperti e parte dei servizi sono finanziati con il contributo del 5xMille. Le consulenze avvengono nel rispetto della persona e della sua libertà ed è garantita la tutela della privacy.

La sede  è in Piazzale Saint Maixent l’Ecole, 7 (ex sede Protezione Civile) e si accede direttamente nel giorno di apertura al pubblico, il mercoledì dalle 16.30 alle 18.00.

“Spa Senzatempo”: relax e benessere senza guardare l’orologio

“Spa Senzatempo”: relax e benessere senza guardare l’orologio

Immaginate di poter fermare il tempo, mettere in pausa gli impegni quotidiani per rifugiarvi in un luogo in cui tornare a respirare davvero, prendendo un momento da dedicare esclusivamente a voi e magari al partner, per ricaricare le batterie insieme senza dover guardare l’orologio.

E se vi dicessimo che non dovete immaginarlo, ma che un posto del genere esiste?

Siamo a pochi chilometri da Avellino, all’interno del Virginia Resort, dove è stata realizzata “Spa senza tempo”, un progetto innovativo che vuole rivoluzionare il modo d’intendere il centro benessere, offrendo agli ospiti un percorso esclusivo attraverso il relax, senza limiti temporali. Avete capito bene: una volta entrati potrete immergervi in questa esperienza a pieno, senza preoccuparvi del passare delle ore, deciderete voi quando tornare al “mondo reale”.
Il centro è strutturato in più aree: un ambiente umido, un ambiente asciutto e ampie zone relax. Ogni ospite avrà a disposizione un armadietto in cui troverà il kit SPA composto da accappatoio, telo e ciabattine.
Potrete iniziare godendo dei vapori del bagno turco ad una temperatura di 47°, per poi ritemprarvi con una veloce doccia e proseguire verso un bagno alla menta, ideale per la cura di riniti e congestioni nasali, e finire con una sosta nell’umidarium, dove troverete un microclima ideale per il benessere delle vie respiratorie. A questo punto potrete fermarvi nella spiaggia del sale, con una piscina d’acqua salata calda e una distesa di sale caldo, ottimo soprattutto per le contratture muscolari. Se siete in coppia poi, non perdetevi la piscina salata “grotte bianche” e lasciatevi accarezzare da caldi idromassaggi all’interno di romantici rifugi.

Arrivati nell’area “secca”, il viaggio continuerà lungo la Himalayan relax, uno snodo interamente realizzato con mattoni di sale rosa dell’Himalaya: in questa zona è possibile fruire dei benefici effetti dell’Haloterapia, rilassandosi nei lettini di coppia. Potrete poi optare per una nuotata nella piscina salata esterna a 18° oppure lasciarvi massaggiare da idrogetti lombari e dorsali, per poi abbandonarvi su una comoda chaise longue nell’altra grande piscina a 36°. Non poteva mancare naturalmente la sauna, riscaldata da un’inusuale stufa a legna ma, se preferite le temperature più miti, potete scegliere la biosauna. Infine non dimenticate di provare la crioterapia: ambienti con luce soffusa, freddo secco e temperatura che si aggira intorno ai – 10°. L’alternanza tra le alte temperature aiuta infatti a riequilibrare la circolazione, donando al corpo un effetto tonificato. Il percorso kneipp, la tipica passeggiata sui ciottoli immersi fino alle ginocchia e la pioggia equatoriale, un’insenatura da cui sgorga un forte getto d’acqua per un deciso massaggio cervicale combinato alla simulazione di una pioggia equatoriale calda, sono l’ultimo step prima di arrivare alla grotta amazzonica, un’area relax tra rocce e canne di bambù.

Le aree relax sono il risultato di un corretto equilibrio tra elementi naturali e complementi d’arredo: nella stanza del fieno ad esempio potrete riposare al calore di lettini ad acqua, godendo dei benefici della cromoterapia o ancora nella “stanza dei nidi” sarete sospesi su chaise-longue ed immersi tra i cinguettii. A disposizione dell’ospite anche frutta fresca, biscotti bio, tisane ed infusi che potrà personalizzare a sua scelta.

 

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A Benevento il “Museo delle streghe” per immergersi nella tradizione delle Janare

A Benevento il “Museo delle streghe” per immergersi nella tradizione delle Janare

“Unguento unguento, mandame alla noce di Benevento supra acqua et supra vento et supre ad omne maltempo”

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È la formula magica, ormai passata alla storia, che le streghe, le cosiddette “janare” pronunciavano dopo essersi cosparse di un unguento che avrebbe permesso loro di diventare incorporee e di farsi trasportare dal vento fino al “demoniaco” albero di noce di Benevento. La storia del capoluogo sannita è infatti intrecciata con quella delle streghe, tra mistero e leggende. Una storia che il nuovo Museo delle Streghe, inaugurato quest’estate, si propone di raccontare raccogliendo una collezione di manufatti legati ad ogni aspetto dell’oscuro mondo delle streghe e dell’occulto. L’esposizione raccoglie testimonianze e reperti che ricostruiscono, con un percorso storico e filologico, il mondo fatto di magia e tradizioni popolari che fanno parte del patrimonio culturale della città di Benevento, luogo prediletto dalle streghe e dove queste ultime solevano incontrarsi per partecipare al Sabba.
All’interno del museo il visitatore ha la possibilità di compiere un viaggio spazio temporale dove potrà osservare oggetti rituali di tipo religioso, magico e stregonesco che lo introducono nel mondo delle credenze popolari e delle più terribili maledizioni.
Una parte della mostra è dedicata all’Inquisizione con una collezione di strumenti di tortura utilizzati per secoli contro coloro che venivano accusati di stregoneria e malefici, come le forbici affilate con le quali si tagliava alle streghe parte della lingua quando venivano colte in flagranza di maleficio verbale.
Una visita al museo, che siate turisti o cittadini curiosi di conoscere meglio la storia della vostra città, è il modo migliore per iniziare un indimenticabile viaggio che conduce alla scoperta delle Janare e della loro leggenda.

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Il Museo delle Streghe si trova in via San Gaetano, 22 (vicino Arco del Sacramento Benevento).
Orari apertura: dal martedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Casa Cidis: alla scoperta della Napoli multiculturale

Casa Cidis: alla scoperta della Napoli multiculturale

Una casa vacanze all’insegna della multiculturalità, per vivere il viaggio da un punto di vista diverso: è il progetto “Casa Cidis”, realizzato da Cidis Onlus a Napoli.

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La struttura si trova in una posizione privilegiata della città, in pieno centro e nei pressi della Stazione di Piazza Garibaldi. Questo la rende l’ideale per chi vuole andare alla scoperta non solo del capoluogo partenopeo, ma anche dei dintorni: da Sorrento ad Amalfi, fino agli scavi di Ercolano e Pompei.
La casa vacanza sorge all’interno del complesso che ospita Cidis Onlus da tempo. L’associazione, attiva in tutta Italia e anche in Campania, si occupa infatti ormai da diversi anni d’accoglienza ai richiedenti protezione internazionale e promuove la diversità culturale come ricchezza, sollecitando la società civile a contrastare discriminazioni e marginalità sociale e, al tempo stesso, ad aprirsi alla ricerca di pratiche di convivenza nel rispetto delle differenze.
Il polo funzionale di Napoli ospita già gli spazi in cui si tengono laboratori di vario genere, come quelli di lingua italiana, d’informatica o di espressione artistica e cucina ed è sede di sportelli di sostegno per l’inserimento sociale e il disagio abitativo.

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Gli ambienti in cui è stata realizzata la casa vacanze sono quelli del vecchio CAS (centro d’accoglienza straordinaria), che sono stati riconvertiti dopo la sua chiusura.
“Quando siamo arrivati nel quartiere – ci racconta Alessandra De Luca, referente Cidis Campania – siamo riusciti a trasformare la naturale iniziale diffidenza dei residenti, in un’esperienza di integrazione che ha avuto un grande riscontro positivo nel territorio. Basti pensare che alla chiusura del Cas i vicini che abitano nei palazzi intorno sono venuti a salutare i ragazzi e molti sono rimasti in contatto. Anche per questo abbiamo deciso di mantenere questa struttura e trasformarla per proporre un’offerta alternativa per il turista, mostrando la Napoli popolare, multiculturale”.
A disposizione degli ospiti ci saranno quattro appartamenti, prenotabili interamente, in caso di famiglie o gruppi, oppure si potrà optare per il “posto letto”, per i viaggiatori che vogliano sperimentare la formula dell’ostello. Al piano di sotto invece è presente un’ampia zona living con cucina e spazio esterno.
I visitatori, qualora lo volessero, potranno prendere parte ai tanti laboratori organizzati, come quelli di riciclo creativo, durante i quali sono stati realizzati diversi arredi di Casa Cidis: come i divani da esterno creati con pedane pallet o i lumi da comodino ricavati da vecchie bottiglie.

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“L’obiettivo – spiega ancora Alessandra De Luca – è creare connessioni tra i turisti e gli stranieri migranti che vivono Napoli e che possono, perché no, fare anche da guida sul territorio. Vogliamo attivare commistioni e relazioni. Nell’ambito di un altro progetto, sempre nella stessa struttura, ma in altri spazi che stiamo allestendo, vivranno per un periodo di sei mesi due ragazze, che in uscita dai circuiti dell’accoglienza, perché appena diventate maggiorenni, potranno fare a Casa Cidis anche un’esperienza lavorativa”.

Nei prossimi mesi gli appartamenti entreranno nei circuiti di online, ma è già possibile prenotare il proprio soggiorno all’insegna della multiculturalità:
per tutte le informazioni potete consultare il sito di Casa Cidis o potete contattare la struttura all’indirizzo email: [email protected]

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Camminare per il benessere con il fitwalking

Camminare per il benessere con il fitwalking

Un’attività sportiva che fa bene a tutte le età. Scopri tutti i benefici e come praticarla a Salerno

gruppo FITWALKING SALERNO

Il fitwalking è l’arte del camminare per tenersi in forma (col significato di “camminare per il benessere”). È una pratica sportiva non competitiva e non traumatica perché non c’è impatto col terreno, visto che non prevede la “fase volo” che è quella che sollecita l’articolazione e la schiena. Si può quindi definirlo come un’evoluzione della semplice camminata, mentre non deve essere confuso con la marcia, che è una disciplina olimpica agonistica ed ha una tecnica diversa.
Il fitwalking è stato introdotto in Italia dai gemelli Damilano dal 2001, marciatori professionisti, Oro alle Olimpiadi di Mosca nel 1980. È inoltre un’attività di gruppo, pertanto oltre ai benefici derivanti dall’attività motoria, favorisce anche l’interazione sociale come momento di aggregazione. Ha quindi più una rilevanza benefica salutare e sociale, che sportiva, in quanto di questa disciplina non vengono disputate gare a carattere competitivo.
I medici raccomandano la camminata veloce, sia perché poco traumatica, sia per i numerosi benefici che produce su chi soffre di patologie come ipertensione, colesterolo, malattie cardiache, ansia e depressione; inoltre tonifica tutti i muscoli del corpo e viene quindi consigliata ai corridori che hanno subito traumi alle articolazioni. È un’attività fisica adatta a tutti, a prescindere dall’età e dal grado di resistenza e garantisce, a chiunque la pratichi, una serie di benefici fisici, agendo su:
apparato locomotore (ossa, articolazioni e muscoli): si registra infatti un sensibile aumento del tono muscolare, per cui la fibra muscolare, irrorata da maggior quantità di sangue, si ossigena e si rinforza. Aumenta la mobilità delle articolazioni che, con la camminata costante, mantengono un elevato grado di elasticità nei tendini e nei legamenti. Anche il tessuto osseo si mantiene compatto e si prevengono rischi di deterioramento precoce dell’apparato scheletrico come l’osteoporosi. Inoltre, mancando la fase di volo, perché un piede rimane sempre a terra, tale attività risulta non essere mai traumatica per ossa, articolazioni e muscoli;
apparato respiratorio: di fatto, la meccanica respiratoria viene potenziata: i muscoli respiratori e, in particolar modo, il diaframma, con l’esercizio motorio aumentano la loro potenza e l’efficienza dei loro movimenti. Se la gabbia toracica diviene più mobile, aumenta lo spazio a disposizione dei polmoni per espandersi. Questo determina l’aumento dei litri d’aria che i polmoni possono inspirare ed espirare (capacità vitale), comportando un numero inferiore degli atti respiratori necessari, durante il fitwalking, rispetto a soggetti sedentari;
sistema cardiocircolatorio: negli sportivi le le cavità interne del cuore aumentano di volume, sia per contenere una quantità di sangue maggiore, sia perché le pareti, costituite da tessuto muscolare, si rinforzano e si ispessiscono. Sono poi numerosi gli adattamenti che si verificano nella circolazione sanguigna: le pareti dei vasi diventano più elastiche, la pressione sanguigna diminuisce e il maggior tono muscolare complessivo migliora il ritorno venoso del sangue al cuore.

Camminare almeno 30 minuti al giorno è inoltre una strategia consigliata per ridurre il rischio di sovrappeso e obesità e per scaricare le tensioni della vita quotidiana. Questa pratica sportiva rappresenta infatti un’ottima strategia per fronteggiare le condizioni di stress cronico, acuto e la sindrome da burnout.

La tecnica del fitwalking prevede che il passo sia energico (quindi una falcata ampia), sia curata la postura e il ritmo sia impegnativo, raggiungendo una velocità di almeno 6 km/h. Questo al semplice scopo di sviluppare una potenza sufficiente affinché la camminata produca effetti benefici sulla forma fisica e sul dimagrimento.
Esistono tre differenti stili che caratterizzano tale disciplina e che si differenziano per il livello di tecnica utilizzata e dalla velocità del passo: life style, performer style e sport style.
• Nel LIFE STYLE si ha un’ampiezza del passo minore, che comporta una spinta ridotta da parte del piede e le braccia non hanno un’oscillazione esagerata. Questo stile non permette una velocità elevata, infatti assomiglia alla camminata tradizionale.
• Il PERFORMER STYLE ha una tecnica più marcata. Il braccio si muove in modo sincrono a quello delle gambe, comportando così un aumento dell’ampiezza del passo. Il braccio è piegato a 90 gradi.
• Lo SPORT STYLE definisce un cammino più sportivo e quindi più veloce. Le braccia risultano piegate al gomito a circa 90 gradi e oscillano vigorosamente mantenendo questa posizione. Proprio questa oscillazione è alla base di una buona impostazione del passo e, di conseguenza, contribuisce in modo rilevante a far sì che l’intera azione si mantenga dinamica con uno sfruttamento completo della fase di spinta da parte del piede. Questo compie un movimento chiamato “rullata”, che definisce l’intero percorso del movimento che compie dal momento del suo contatto con il terreno sino al termine della spinta.
La camminata sportiva è un’attività che si sta diffondendo molto negli ultimi anni, come alternativa alla corsa e praticabile da tutti, in particolare dalle persone anziane, perché dà benefici a tutto l’organismo senza le sollecitazioni della corsa tradizionale. Naturalmente si deve ricordare che per poter praticare la disciplina del Fitwalking o qualsiasi altro sport è sempre opportuno avere il certificato medico sportivo non agonistico, rilasciato da un Medico sportivo iscritto alla FMSI, per verificare il proprio stato di salute.

Fitwalking Salerno

Per iniziativa dell’istruttore Mauro Russo, certificato FIDAL, CONI e scuola Damilano, nasce l’idea di creare il Gruppo Fitwalking Salerno all’interno dell’Atletica Arechi Salerno, il cui Presidente, Ruggero Gatto, sin da subito ha mostrato interesse per il progetto di “benessere & salute”.
Il Gruppo svolge attività sportiva da quasi due anni sul territorio di Salerno e provincia, ed in giro per l’Italia in gare nazionali, con l’obiettivo di diffondere la pratica sportiva per una migliore qualità della vita.
Il Gruppo Fitwalking Salerno è formato da circa 50 persone, tutte tesserate con l’Atletica Arechi, che conta oltre 100 iscritti. Il gruppo si allena in media tre/quattro volte a settimana su percorsi stradali all’interno della città, alternando salite, discese e pianura.
Nel corso di circa due anni il gruppo ha organizzato delle passeggiate divulgative in diversi Comuni della provincia di Salerno e oltre: Sacco, Stella Cilento, Roccadaspide, Maratea (PZ). A Salerno lo scorso 7 aprile in occasione della “Salerno Corre”, si è tenuto il primo Fitwalking Day tra le strade della città chiusa al traffico, riscuotendo grande entusiasmo da parte dei partecipanti.

Aviazione sportiva per riscoprire la poesia del volo

Aviazione sportiva per riscoprire la poesia del volo

Con “Napoli al Volo” puoi vivere l’emozione di ammirare i paesaggi campani dall’alto

Quando si pensa al volo ed agli aeroplani vengono in mente immagini di vacanze, code in aeroporto, bagagli, controlli. Un modo di viaggiare rapido e veloce, ma di cui i più farebbero volentieri a meno.
Ma c’è un’altra realtà, fatta della poesia di un volo al tramonto, dell’emozione di sorvolare a volo d’uccello luoghi bellissimi, di centinaia di piccoli club di appassionati dove unire amicizia, emozione e, perché no, un pizzico dell’avventura che è in noi. Si tratta del bellissimo mondo dell’aviazione sportiva da diporto.
Ma cos’è l’aviazione sportiva? Semplice. Oltre all’aviazione di tipo “professionale” (di linea, militare, soccorso etc.) esiste il mondo del volo ricreativo, senza fini commerciali, emozionante, fatto da appassionati per il puro piacere del volo.
In Italia, oltre a piccoli aeroporti, vi sono centinaia di campi di volo, spesso vere oasi di verde con piste ed hangar per i velivoli, centri di incontro, centri sportivi ed agriturismi.
Si vola con piccoli aeroplani che hanno prestazioni, comfort e caratteristiche veramente notevoli e permettono sia voli locali panoramici, sia turismo ad ampio raggio, in Italia ed oltre confine.

Proprio Napoli e la Campania avevano ed hanno un posto particolare nel mondo del volo.
Già dall’antichità, secondo la leggenda, Dedalo volò con le sue ali di penne e piume proprio a Cuma per costruire un tempio ad Apollo.
Ma andando oltre la mitologia, oggi in Campania esistono aziende leader nel settore aerospaziale ed i migliori aeroplani leggeri del mondo sono proprio prodotti da un’azienda campana.
Se siete curiosi e volete provare l’emozione di godervi panorami unici da una diversa prospettiva, a soli 2 km dal borgo medievale di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, sorge il campo di volo “Fly Club”, dove i piloti dell’associazione sportiva “Napoli Al Volo” vi aspettano per farvi vivere un’esperienza unica ad alta quota o semplicemente per permettervi di approfondire da vicino il mondo del volo sportivo ed apprezzare la bellezza del luogo.
È una bellissima esperienza, diversa dal solito, da vivere con tutta la famiglia. I bambini infatti sono sempre felici di poter vedere e toccare gli aeroplani. Mentre i papà e le mamme potranno avere tutte le informazioni che desiderano, godendosi la bellezza del luogo, immerso in un’area di verde di 50.000 mq.
E, per chi deciderà di “prendere il volo”, sono tante le formule tra cui optare: dal “Battesimo di volo” della durata di circa 15 minuti, ad esperienze più lunghe, con la possibilità di scegliere itinerari personalizzati. Potete anche decidere di regalare l’esperienza ad un vostro caro per un’occasione speciale.

I tipici scenari proposti sono il golfo di Napoli e di Gaeta, i Monti del Matese e del Partenio, i Fiumi Volturno e Garigliano, ma si possono concordare anche altri bellissimi panorami ed itinerari. Il tutto si svolgerà in perfetta sicurezza a bordo di aeroplani top della produzione mondiale, affidati a piloti di grande esperienza. Durante il volo verranno mantenute quote “panoramiche” di circa 150-300 metri, per la massima visibilità del territorio e comfort dei passeggeri.
Ed infine una volta a terra potrete scoprire il borgo di Sant’Agata de’ Goti (nella lista dei 100 borghi più belli d’Italia) o fermarvi al vicino agriturismo Ali & Ristoro.

Per info: www.napolialvolo.it

Gooty: l’e-commerce che porta in vetrina le eccellenze campane

Gooty: l’e-commerce che porta in vetrina le eccellenze campane

limoni gooty

Promozione del territorio campano e dei suoi prodotti, mettendo la tecnologia a servizio della tradizione e di chi ama il buon cibo. È questa la mission di Gooty, un portale di e-commerce che mette in vetrina prodotti di eccellenza realizzati ancora con metodi tradizionali e artigianali e li rende fruibili su vasta scala, raccontando l’intero contesto territoriale di provenienza attraverso schede descrittive da collezionare.

Gooty nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso cibo di qualità e turismo, comparti trainanti del brand “Made in Italy” .
Il consumatore potrà trovare una ricercata selezione delle grandi eccellenze campane, con una significativa attenzione ai prodotti certificati biologici e che si distinguono per autenticità, qualità e tracciabilità al giusto prezzo, sostenendo allo stesso tempo il contesto di produzione ed il territorio di origine.

L’idea di questa start- up nasce dalla premessa che i settori italiani export di cibo e turismo valgono secondo le statistiche circa 90 miliardi di euro l’anno. Attualmente però sembra che la permanenza media di soggiorno dei visitatori sia in diminuzione, sia per la carenza di offerte alternative ai luoghi convenzionali, sia per la diffidenza. Ecco perché Gooty vuole promuovere la Campania, una delle regioni italiane con un altissimo potenziale turistico ed enogastronomico non ancora valorizzato per mancanza di progetti innovativi.

Il territorio così vasto con le due costiere, Amalfitana e Cilentana, tra le più belle del mondo ha infatti la capacità di produrre oltre 500 prodotti di nicchia, tipici, unici e di eccellenza.
La mission di Gooty è scoprire i sapori e i saperi della tradizione locale più vera, far diventare l’utente finale parte integrante del territorio, acquistando comodamente da casa in un solo click attraverso il portale-commerce.
Gooty Campania è inoltre un progetto innovativo da poter replicare ed esportare in ogni altro territorio, sia in Italia che all’estero, ed è indirizzato a tutte le categorie di consumatori: privati, comunità di origini italiane, operatori commerciali di prodotti di eccellenza e biologici e tour operators.
Un’idea di valorizzazione a 360° per riscoprire e ripartire dalla nostra terra, condividere e incentivare la diffusione di quanto di più semplice ci possa essere: il buon gusto italiano.

www.gooty.it

Pubblicati i bandi del “Gal Terra Protetta” destinati al turismo rurale

Pubblicati i bandi del “Gal Terra Protetta” destinati al turismo rurale

gal terra protetta

Sono stati pubblicati sul sito www.galterraprotetta.it i bandi previsti nell’ambito della strategia di sviluppo locale del Gruppo di Azione Locale Terra Protetta.

Dall’11 marzo al 10 maggio prossimi, sarà quindi possibile presentare il proprio progetto, caricando le domande direttamente sul portale Sian, attraverso professionisti abilitati o Caa.
Costituito nel 2016, il Gal Terra Protetta è uno strumento di programmazione che coinvolge 22 Comuni tra le province di Napoli e di Salerno, il Parco Regionale dei Monti Lattari, la Comunità Montana dei Monti Lattari, la Città Metropolitana di Napoli ed oltre 80 partner privati.
Le cinque misure attivate dal Gal Terra Protetta, per un totale di 10 milioni di euro, riguardano: il trasferimento di conoscenze e azioni di informazione; il regime di qualità dei prodotti agricoli ed alimentari; lo sviluppo delle aziende agricole e delle imprese; i servizi di base e il rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali e la cooperazione.

I primi bandi pubblicati sono riferiti in particolare a due misure, la 6 e la 7, presenti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Campania, e sono destinati ad imprese ed enti locali, per un totale di 3 milioni di euro.
Nel dettaglio i fondi messi a disposizione si propongono di aiutare l’avviamento d’impresa per attività extra agricole nelle zone rurali; la creazione e lo sviluppo della diversificazione delle imprese agricole; il sostegno a investimenti di fruizione pubblica in infrastrutture ricreative e turistiche su piccola scala e la riqualificazione del patrimonio architettonico dei borghi rurali, nonché la sensibilizzazione ambientale e la ristrutturazione di piccoli elementi rurali, strade e piazze storiche.

A partire dalle 9:00 dell’11 marzo 2019 ed entro il termine ultimo fissato alle 16:00 del 10 maggio 2019 saranno in vigore i termini di pubblicazione per la presentazione delle domande di sostegno da parte degli interessati. L’area a cui sono rivolte le misure è quella compresa tra la costiera sorrentino-amalfitana e le isole di Capri e di Ischia.

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