È errato ritenere che il benessere psicofisico (la nostra salute) sia assicurato da alimentazione sana e cibo genuino, senza tener conto dell’età, dello stile di vita, dell’ambiente, della predisposizione genetica e tanti altri fattori.

Il cibo infatti condiziona la nostra salute, oltre che come nutrimento, anche per le conseguenze della massiva produzione industriale, del trasporto, della distribuzione e conservazione. È accertato che gli allevamenti intensivi sono fonte d’inquinamento dell’atmosfera e dell’acqua, i mangimi contengono sostanze dannose, l’utilizzo di antibiotici indebolisce le nostre difese immunitarie, i conservanti e gli additivi, indispensabili nell’industria alimentare, causano intolleranze. Inoltre, il trasporto degli alimenti per il consumo a grande distanza genera inquinamento ambientale e gli imballaggi, insieme agli sprechi cui c’induce il consumismo, aggravano la problematica dei rifiuti.

Un vero e duraturo miglioramento della salute umana si otterrà solo con interventi radicali su ambiente, sfruttamento delle risorse naturali, benessere animale, biodiversità, razionalizzazione dei consumi, possibili se sarà presa coscienza, da parte di tutti, che la nostra salute dipende da quella dell’ecosistema in cui viviamo e da come ci comportiamo.

In questa direzione, è fondamentale il ruolo dell’informazione e del volontariato. Sono numerosi gli enti, le istituzioni e le associazioni che operano su scala locale, nazionale e mondiale per difendere i consumatori e formare imprenditori, giovani, amministratori a tenere nella debita considerazione la qualità del cibo e l’idoneità dei metodi di produzione e distribuzione. Anche il papato di Francesco sta riservando particolare attenzione ai temi dell’alimentazione, della salute e dell’ambiente, fornendo un contributo prezioso.

Nel settore del volontariato si distingue Slow Food, un’associazione internazionale nata in Italia più di trent’anni fa, impegnata a dare il giusto valore al cibo e restituirgli le funzioni di procurare piacere e migliorare le condizioni di vita, nel rispetto di chi produce in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi custoditi nei territori e nelle tradizioni. La sua importanza risiede nell’approccio olistico e nella visione globale con cui svolge la propria attività. Ogni giorno Slow Food lavora con una fitta rete di soci e sostenitori, operando affinché il cibo non sia solo merce e fonte di profitto e promuovendo il diritto al piacere attraverso l’incontro, il dialogo e la gioia di stare insieme.

Fra le associazioni che s’interessano di salute, sicurezza alimentare e salvaguardia dell’ambiente, Slow Food è l’unica che comprende sia consumatori che imprenditori. Tra i soci avviene un continuo scambio di dati attendibili e verificati, attraverso esperienze presso produttori e ristoratori, degustazioni ed eventi conviviali, corsi teorico/pratici su cibi, cucina, spesa, sicurezza alimentare. In tal modo i consumatori affinano esperienza e capacità di giudizio in maniera obiettiva, documentata, pratica e diretta e gli imprenditori trovano mercato per i loro prodotti di qualità.

Mangiare è molto più che alimentarsi e dietro il cibo ci sono produttori, territori, emozioni, piacere, salute ed economia; si può definire un atto politico, perché influisce in maniera determinante sulla salute, la ricchezza e la felicità dei popoli.

Lucio Napodano – Consigliere Nazionale Slow Food

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