Lenti a contatto

Secondo la start up, attraverso un’indagine sulle lenti a contatto, si stabilisce con certezza clinica di cosa soffrono gli occhi di un paziente. Il test si chiama “lenti-sem” e propone un’analisi della lentina a contatto in microscopia a scansione, permettendo di identificare, in pazienti che risultano intolleranti alle lentine, le cause del disagio.

Il test dà una certezza diagnostica significativamente elevata – spiega il biotecnologo Salvatore Del Prete, che questa startup ha visto nascere e contribuisce come ricercatore all’ulteriore sviluppo dell’innovativa diagnosi – poiché è in grado di discriminare se il soggetto, test-positivo, è affetto da uno stato flogistico di natura patogena, oppure se, test-negativo, la lente non è adatta all’occhio del soggetto in esame.

L’analisi si effettua su una lentina indossata dal paziente da almeno un giorno, al quale si richiede semplicemente di riporla nell’apposito contenitore senza soluzione ipertonica. Dopodichè viene consegnata all’ottico di riferimento, al farmacista o al medico, per l’esecuzione del test. La pratica è già in uso a Napoli da Sacco, una delle più antiche nella storia ottica napoletana, con oltre cento anni di grande professionalità e nelle farmacie di Napoli Procaccini Cinquegrana, in via Diocleziano 208 e Sirio, in via Chiaia 153.

Il risultato può essere consegnato in farmacia oppure in ottica a seconda dei casi. Si compone di un’immagine in alta definizione SEM con una scheda esplicativa dell’esame effettuato dove si indica la eventuale presenza di patogeni e la loro caratterizzazione. Naturalmente le potenzialità del test si estendono anche a casi di intolleranza allergica o reattività immunitaria alla lentina, rendendo maggiormente sensibile il test.

 

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