Villa Mancini: “tessere amore” per l’inclusione

Villa Mancini: “tessere amore” per l’inclusione

La Fattoria Sociale “Villa Mancini” nasce a Ponte in provincia di Benevento, grazie ad un fecondo incrocio di gesti generosi. Tutto ha inizio con la concessione in eredità di un piccolo rudere ed un ampio terreno, di circa 15mila mq, da parte della signora Clara Mancini alla Chiesa Beneventana, affinché fossero utilizzati per fornire servizi a favore dell’intera comunità.

fattoria sociale villa mancini

L’Arcivescovo Andrea Mugione, attraverso la Caritas Diocesana, espresse quindi la volontà di sfruttare la possibilità presentata e di sostenere un progetto che assecondasse quelle che erano le volontà della signora Mancini, rendendo quel rudere un servizio utile per la comunità locale, facendone un segno di accoglienza e di promozione per giovani in condizioni di disagio psichico.
La Cooperativa Sociale “La Solidarietà” ha avuto nel 2012 il bene in affidamento e, attraverso i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, ha potuto riadattare il bene per trasformarlo in una Fattoria Sociale.
Oggi “Villa Mancini” ospita adulti con disagio psichico che svolgono Progetti Terapeutico Riabilitativi Individualizzati (PTRI) con Budget di salute (uno strumento innovativo presente a Benevento solo dal 2014 e finora quasi mai utilizzato), ed è stato il primo Habitat della provincia di Benevento ad accogliere le persone dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), chiusi con la storica legge 81/2014 che ha completato la riforma della salute mentale iniziata nel 1978 da Franco Basaglia.
La Fattoria Sociale “Villa Mancini” è diventata luogo di accoglienza e insieme di lavoro, caratterizzata da un’eccellente produzione orticola, portata avanti sul terreno adiacente alla casa, che provvede a fornire agli ospiti prodotti biologici di primissima qualità.
A breve verrà prevista anche l’installazione di un frutteto per la produzione di frutta biologica, che nel rispetto della natura sarà priva di qualsiasi trattamento chimico, così da poter intensificare ed estendere l’offerta alimentare della Fattoria.

All’interno di Villa Mancini sono inoltre attivi una falegnameria per il riciclo e la valorizzazione delle pedane in legno, e dei laborativi creativi, molto utili ad aumentare il senso di partecipazione e di inclusione.

Oggi la Fattoria è animata dal Consorzio di Cooperative Sociali ed Agricole “Sale della Terra“, con il sostegno etico della Caritas Diocesana di Benevento.
Il Consorzio intende investire nelle attività artigianali per consentire agli Ospiti dei diversi Habitat sociali che stanno seguendo il proprio PTRI di concretizzare una vera e propria attività lavorativa.
Gli ospiti della Fattoria sono giornalmente impegnati in laboratori artigianali della linea #TuSeiTelaio del Consorzio Sale della Terra: un percorso di integrazione costruito credendo nelle capacità delle persone che ne sono le protagoniste. #TuSeiTelaio crea oggetti rigorosamente a mano con utilizzo di materiali diversi: le bomboniere solidali realizzate con la juta, il feltro, i gessetti in ceramica, i manufatti in legno, le candele, il tessile, sono espressione di creatività, impegno, capacità di agire e produrre.

fattoria sociale villa mancini

Il telaio è annodo di amore che lega le relazioni. Ma l’amore non si vede, non si parla, non si misura. L’amore si prova. Si dona. Si fa. Si riceve. Si lavora. Si costruisce con le mani. Si sacrifica. Si scioglie. Si sceglie. Il telaio è il “tu” che diventa protagonista di quell’amore, amato o amante, sociale o personale.
Il telaio è “tessere amore” attraverso i legami che esistono solo perché si scelgono progetto per progetto, anno per anno, giorno per giorno. Perché l’Amore è scelta libera, è prendersi o ri-prendersi anche quando non si hanno vincoli. Ognuno è telaio del proprio amore che genera relazioni che generano amore.
Anche se appartenenti a quelle fasce sociali più disagiate, donne e uomini in difficoltà, grazie alle possibilità che la Fattoria Sociale “Villa Mancini” ha posto in essere, possono riaffermare il diritto ad un lavoro dignitoso ed esercitare un ruolo sociale attivo, secondo i principi dell’inclusione sociale e dell’integrazione dei soggetti più deboli, che rappresentano i pilastri alla base di tutta la rete del Consorzio di Cooperative Sociali ed Agricole “Sale della Terra“, supportate dalla Caritas Diocesana di Benevento.

La Fattoria sociale Mancini è, in conclusione, un luogo inclusivo che sfrutta la positività del ritorno ad uno stile di vita più lento, immediato, pragmatico e legato alla natura, al fine di creare le condizioni più favorevoli per coltivare l’affettività, la socializzazione e il reale inserimento lavorativo degli ospiti che la vivono.

3Drap: dall’Irpinia un laboratorio di prototipazione digitale

3Drap: dall’Irpinia un laboratorio di prototipazione digitale

La startup ha l’obiettivo di consentire a chiunque di concretizzare la propria idea

Pluripremiata e con collaborazioni con designer, artigiani, pool di ricerca in ambito ortopedico e federazioni di stampo nazionale: è 3Drap, la startup made in Irpinia nata dalla scommessa di Beniamino Izzo (project manager), Domenico Orsi (additive Manufacturing Director), Davide Cervone (modelling engineer), Antonio De Stefano (mechanical engineer) e Giovanni Di Grezia (IT Manager).
I cinque soci da Mercogliano, provincia di Avellino, hanno dato vita a un laboratorio di prototipazione digitale che ha l’obiettivo di consentire a chiunque di concretizzare la propria idea, riducendo costi e tempi nelle fasi di progettazione e prototipazione del prodotto.

Dopo mesi di sviluppo e quasi 2 anni di esperienza nel campo della prototipazione ed ingegnerizzazione, 3DRap ha presentato “Create”: una piattaforma semplice, flessibile ed immediata che ha come unico scopo quello di materializzare in 3D la tua idea.
L’applicazione è usufruibile anche su smartphone e tablet e basterà caricare il proprio file 3D all’interno del campo predisposto e selezionare le varie opzioni.
Una volta inoltrata la richiesta, il team effettuerà una verifica di fattibilità ed invierà una conferma della quotazione entro 24 ore. Chi non disponesse del file 3D e volesse realizzarlo a partire dalla semplice bozza su carta ha inoltre la possibilità di farlo contattando la squadra di 3Drap.
Tutto era cominciato con “Poly” una piccola stampante 3D realizzata in occasione delle prime fiere di settore. “Al Technology Hub 2016 – raccontano i soci di 3Drap – non esisteva una stampante così piccola e tutti i visitatori si fermavano, ritornavano, domandavano e osservavano incuriositi la meraviglia di questo strumento. In quel momento ne abbiamo capito il potenziale: la possibilità di arrivare sulle scrivanie, nelle case, tra i banchi di scuola, negli studi di designer, artigiani, artisti o, semplicemente, nel bagaglio a mano di un imprenditore appassionato”.

Ma uno dei settori di applicazione più importanti per 3DRap è il Sim Racing, un e-sport che consiste in simulazioni particolarmente realistiche di gare automobilistiche che sta conquistando un numero crescente di appassionati. Il team ha infatti sviluppato oltre 50 periferiche, modifiche e accessori che vengono spediti in 80 Paesi nel mondo. Inoltre, visto che fino ad oggi questo e-sport non offriva soluzioni specifiche dedicate ai simmer disabili, la startup irpina ha deciso di mettere a punto un dispositivo che può essere indossato sul dorso della mano.
E dal virtuale alla realtà il passo è breve: 3DRap ha infatti esordito nel motorsport reale con il progetto #fromvirtualtoreal, presentando il suo primo volante per auto sportive studiato per avere maggiore manovrabilità e sensazione di leggerezza del veicolo, consentendo tra le altre cose ai piloti provenienti dalle simulazioni, con minore dimestichezza con le dinamiche a bordo di vetture reali, di vedere quale marcia è inserita e, grazie a 3 led, di capire quando effettuare la cambiata in maniera ottimale.

Ha ricevuto un premi da:
• Comune di Mercogliano per aver portato l’Irpinia nel mondo
• dal Comitato della We Start Challenge che consiste in un’incubazione nell’acceleratore per startup di Città della Scienza
• da TIM nell’ambito del Best Practices 2018 organizzato da Confindustria Salerno
• da D.F.L. Srl nell’ambito della Start-up Evolution 2018
• da SMAU nell’ambito del premio Lamarck 2018
• da A&T Automation &Testing di Torino nell’ambito del premio innovazione 4.0 edizione 2019

Contatti
Via San Pietro, 16 – Mercogliano (AV)
Email: [email protected]
www.3drap.it

 

Napoli: a passi di danza per superare le barriere

Napoli: a passi di danza per superare le barriere

Sofia De Fenza, bimba non vedente di 9 anni, realizza il suo sogno di studiare danza

Tutto è cominciato con uno spettacolo sperimentale ideato dalla giovane napoletana Silvia De Michele, insegnante della scuola “Centro studi Passione Danza”, del quartiere di Pianura nel capoluogo partenopeo.
Una coreografia pensata per i suoi allievi, eseguita completamente al buio, dove spettatori vedenti e non vedenti facevano ugualmente parte dell’azione scenica.
“Sono convinta che la danza sia scambio di energia – spiega Silvia De Michele – e che per questa finalità occorrano solo uno spazio e un corpo. Il progetto aveva il fine di sensibilizzare alla disabilità visiva e far comprendere ai miei allievi che nulla è veramente impossibile. Tra i vedenti – racconta l’insegnate – non tutti sono riusciti a restare, ma per chi l’ha fatto è stata un’esperienza unica. I non vedenti invece percepivano le coreografie come se le vedessero”.
Proprio quello spettacolo ha aperto le porte a un incontro speciale: la madre della piccola Sofia De Fenza, bimba non vedente di 9 anni, decide infatti di contattare in privato l’insegnante e portare la figlia a scuola di danza. Silvia De Michele, nonostante non avesse mai avuto esperienze con ballerini non vedenti, accetta la sfida e Sofia dal 22 settembre scorso comincia con le lezioni.

«Avevo paura di essere impreparata, – racconta De Michele – ma allo stesso tempo sapevo di non poter infrangere il sogno di quella bambina. Ricordo la prima lezione, eravamo solo io e lei e mi è sembrato “facile”, come se in quella sala ci fosse sempre stata. Ad ogni lezione si presentava un’altra allieva della scuola, Erika Cardone. Tra lei e Sofia si è creato da subito un feeling particolare. Apprendono l’una dall’altra – continua l’insegnante – e io da entrambe. È uno scambio continuo di energie e un laboratorio in cui si ricerca costantemente una formula che funzioni. Il metodo è ancora un “work in progress” nel senso che non ho una base scientifica su cui basarmi, ma al momento solo empirica. Lo definirei deduttivo: da una situazione generale ricavo il particolare che funziona. È un metodo sperimentale, che si basa fondamentalmente sul contatto».

Dopo qualche mese dall’inizio delle lezioni, arriva notizia che all’Expression, un concorso di danza organizzato a Firenze nel mese di febbraio, per la prima volta sarebbe stata inserita la categoria della danza inclusiva: un’occasione unica per mostrare a tutti che i limiti spesso esistono solo nelle nostre menti.

«Quando ho letto la notizia – spiega ancora Silvia De Michele – ho pensato che sarebbe stato bellissimo poter far sentire a Sofia il calore del pubblico, ma avevo paura che fosse troppo presto. L’incoscienza si è trasformata in coraggio e in quattro lezioni ho montato un passo a due per lei ed Erika. Sofia era l’unica della sua categoria con disabilità visiva e non erano previste prove, per cui io ed Erika eravamo spaventatissime, mentre lei molto emozionata. Durante la performance ha dimostrato una sicurezza assurda, come se quel palco fosse stato la sua casa. Poi l’annuncio che avevamo conquistato il primo posto e Sofia che alla notizia mi ha chiesto: “Che vuol dire?” Io le ho risposto che significava che era stata bravissima e lei ha semplicemente detto: “Ok, lo voglio rifare!”».
«Firenze – sottolinea De Michele – mi ha dato credibilità perché nessuno pensava fosse possibile che un’insegnante di 26 anni potesse dare lezioni di danza ad una bambina di 9 anni, cieca. Adesso Sofia ed Erika continuiamo a prepararsi per lo spettacolo di fine anno ed il progetto continuerà sicuramente. C’è senza dubbio la volontà di ingrandire la classe: Firenze – conclude l’insegnate e coreografa – mi ha dato la possibilità di dire ad altri bambini: si può fare, perché Sofia lo fa».

Gli asini diventano protagonisti della pet therapy

Gli asini diventano protagonisti della pet therapy

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A Capaccio –  Paestum i volontari di “Maestro asino” si dedicano all’onoterapia

Spesso considerati nell’immaginario collettivo come animali poco svegli e non troppo intelligenti, oggi gli asini si prendono la loro rivincita diventando protagonisti della pet therapy. L’onoterapia, ossia la terapia con gli asini, è infatti un vero e proprio percorso terapeutico che ha dimostrato di essere particolarmente efficace con bambini con problemi cognitivi, anziani e diversamente abili.

Ma cosa rende questa tipologia di equini così speciali?

Gli asini, ritenuti a ragione “animali sociali”, “accumulatori di stress”, sono in grado di suscitare emozioni positive e di coinvolgere il proprio interlocutore. La loro proverbiale pazienza ed il loro essere diverso costituiscono delle qualità uniche che ne fanno un ottimo co-terapeuta, suscitando emozioni e sentimenti positivi.
Si tratta di animali buffi, da abbracciare, stringere, coccolare: tutte azioni che spingono ad uscire da sé ed aprirsi al mondo esterno, per dare e ricevere attenzioni ed affetto; ad essere “presenti” per poter sintonizzare le proprie sensazioni ed emozioni, riconoscendole e dominandole. L’animale diventa così un catalizzatore che aumenta la percezione delle emozioni e dei sentimenti, favorendo lo sviluppo dell’autostima del senso di sicurezza e responsabilità. L’impegno nell’accudire l’animale supporta la crescita e la maturazione della persona, contribuendo a fargli acquisire un’immagine positiva di sé e del proprio valore accrescendo autostima, autocontrollo, percezione sensoriale, gestione delle emozioni, affettività e aiutando a contrastare solitudine, ansia e depressione.

Proprio da queste premesse è nata l’associazione Maestro asino onlus che, a Capaccio Paestum, in provincia di Salerno, è impegnata, con protagonisti i suoi tre simpatici asinelli, Ettore, Caterina e Beatrice, nella realizzazione di attività assistite e progetti di onoterapia. L’associazione è stata fondata nel 2014, ed è un’idea dell’insegnate di sostegno Antonella Chiarelli. Oggi con lei collaborano docenti, specialisti ed operatori volontari, accomunati dall’amore per gli asinelli, i quali in maniera del tutto libera, spontanea e gratuita aiutano il prossimo con una “pet therapy” molto efficace.
Gli ospiti dell’asineggio di Maestro Asino, svolgono con i loro visitatori una serie di divertenti attività dirette a prendersi cura, gestire e giocare con gli asini, effettuando inoltre delle rilassanti passeggiate, in compagnia di questi splendidi animali, a contatto con la natura riscoprendo i ritmi e gli stili di vita di una volta.
Attualmente i volontari e gli asini dell’associazione sono impegnati nella realizzazione di un progetto di onoterapia, denominato “Il primo della classe”, in favore dei bambini diversamente abili che frequentano la scuola dell’infanzia e primaria dell’I.C. Capaccio — Paestum diretto dalla Dirigente Scolastica Enrica Paolino nonché di un secondo progetto denominato “Maestro Asino” in favore dei bambini diversamente abili della scuola primaria dell’ I.C. di Albanella, finanziato dall’Istituto di Credito B.C.C. di Capaccio – Paestum, dalla società Convergenze s.p.a. e dal Comune di Albanella.

Per questa primavera è in programma un progetto organizzato dall’Amministrazione del Comune di Camerota, destinato ad alcuni utenti diversamente abili di quel comune.
Chi fosse interessato inoltre, potrà far visita agli asini dell’associazione e partecipare alle numerose attività, in occasione dell’organizzazione della “giornata con gli asini” evento che si svolge alcune volte l’anno (la data sarà indicata sul sito) e durante il quale l’asineggio è aperto a tutti.

Per ulteriori informazioni
www.maestroasino.it
email: [email protected]
tel: 366 8331092
Via Feudo nr.12 del comune di Capaccio – Paestum (SA)

Gli asini diventano protagonisti della pet therapy

Una giornata con gli asini di “Maestro Asino”

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Domenica 31 marzo i volontari di “Maestro Asino Onlus” a Capaccio Paestum vi invitano a trascorrere una giornata di festa con i loro amici asini. Durante la mattinata (dalle 10:00 alle 13:00) le porte dell’asineggio saranno aperte per bambini e genitori che vorranno beneficiare della rilassante presenza di questi straordinari animali, riscoprendo il passato ed il valore dell’asino non solo come animale da lavoro, ma come supporto terapeutico del benessere della persona in genere.

Programma del giorno

– Presentazione degli asini: introduzione al mondo di questi animali, alcune curiosità e regole di comportamento;
– Attività di contatto: carezze, brusca, striglia esercizi e conduzione dell’asino, cenni di onoterapia e giochi con gli asini;
– passeggiata in calesse;
– ore 13:00 speciale tiro con l’arco con la collaborazione dell’A.S.D. Arcieri the Lion.

Prenotazione obbligatoria posti limitati
Contributo di partecipazione € 10,00 a persona
Per informazioni: cell. 366 8331092
www.maestroasino.it

Monteverde premiato con l’Access City Award 2019

Monteverde premiato con l’Access City Award 2019

monteverde panorama

Il borgo irpino ha conquistato il riconoscimento europeo grazie ai progetti che hanno reso il centro storico accessibile a diverse forme di disabilità

Cinque chilometri di percorsi turistici in fase di ultimazione, accessibili a diverse forme di disabilità. Un percorso che il piccolo comune di Monteverde, in provincia di Avellino, ha cominciato nel 2006, scommettendo in una città che fosse accessibile e accogliente verso tutti. Una scommessa che può dirsi vinta e che ha portato la realtà irpina ad aggiudicarsi una menzione speciale all’Access City Award 2019, il riconoscimento europeo che premia le realtà cittadine che sono riuscite a migliorare l’accessibilità per disabili e persone con difficoltà a servizi pubblici, trasporti, strutture e comunicazioni.

Solitamente il premio è riservato alle città con più di 50 mila abitanti, ma quest’anno, in occasione delle celebrazioni per il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale, la partecipazione è stata estesa alle città più piccole con un premio speciale sull’accesso ai siti culturali. Proprio in questa categoria Monteverde ha conquistato il riconoscimento, partecipando alla cerimonia di premiazione a Bruxelles.

Il borgo medievale dell’Alta Irpinia, che conta meno di mille abitanti e si trova arroccato a 740 metri sul livello del mare, si è fatto “smart”, creando un percorso tattilo-plantare con 8000 punti di informazione che funzionano attraverso un sistema con fibra ottica e di lettura wireless, per garantire ai fruitori non vedenti e non udenti di poter scoprire in autonomia la città. Le stradine del centro storico e il castello sono inoltre raggiungibili anche da chi presenta difficoltà motorie.

Unico nel suo genere anche il museo “Migra”, il museo del grano e della donna nella civiltà contadina, ospitato all’interno dell’antico castello allestito con postazioni vr, multimediali e con proiezioni immersive. Qui l’esposizione è interattiva e gli oggetti e i personaggi prendono vita, raccontando la storia del territorio e della sua cultura cerealicola.
Insomma un’idea di turismo “senza barriere” che fa del comune campano un motivo d’orgoglio in Italia e ora anche in Europa.

Legge di stabilità 2019: i principali provvedimenti in Campania

Legge di stabilità 2019: i principali provvedimenti in Campania

Legge di stabilita 2019

500mila euro per il recupero e uso dei beni confiscati

È stato disposto per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, uno stanziamento pari ad euro 500.000, con l’obiettivo di sostenere l’attuazione delle attività in materia di valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata di cui alla legge regionale 16 aprile 2012, n. 7.

Promozione per lo spettacolo

Per il triennio 2019-2021 è stato istituito un ulteriore fondo denominato “Programma triennale di promozione dello spettacolo (Art.6 1.r. 6/2007)” di euro 1.500.000,00 per l’esercizio finanziario 2019 e di euro 1.166.000,00 per ciascuno degli esercizi 2020 e 2021, per sostenere gli interventi per la promozione e il sostegno dello spettacolo.

Consorzio di bonifica Sannio – Alifano e Aurunco

Un contributo complessivo di euro 3.000.000 al Consorzio di bonifica Sannio Alifano, previa presentazione di un piano di valorizzazione territoriale da realizzare nell’ambito del comprensorio di bonifica dell’ex Consorzio di Bonifica Valle Telesina, per la salvaguardia della funzionalità e delle finanze del Consorzio di bonifica Sannio – Alifano. Per le stesse finalità, la Regione riconosce anche al Consorzio di bonifica Aurunco, un contributo complessivo di euro 3.000.000 a valere sul bilancio di previsione 2019-2021.

9 milioni in tre anni per gli asili nido

Lo stanziamento di euro 3.000.000 disposto dal comma 1 dell’articolo 10 della legge regionale 20 gennaio 2017, n. 3 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2017-2019 della Regione Campania – Legge di stabilità regionale 2017) per le spese di gestione, funzionamento e manutenzione degli asili nido delle amministrazioni comunali della Regione Campania, previsto anche per ciascuno degli esercizi 2020 e 2021.

Sostegno per gli asili nido aziendali

Istituzione di un fondo denominato “Fondo asili nido aziendali”, volto a sostenere la realizzazione di ludoteche o asili nido a favore dei figli dei lavoratori, con una dotazione pari a euro 150.000 a sostegno degli interventi per la conciliazione dei tempi famiglia e lavoro.

300mila euro di giochi per le aree verdi

Supporto ai Comuni per l’acquisto e l’installazione nella aree verdi pubbliche di giochi destinati ai bambini con disabilità di cui al comma 9 dell’articolo 13 della legge regionale 5 aprile 2016, n. 6 (Prime misure per la razionalizzazione della spesa e il rilancio dell’economia campana – Legge collegata alla legge regionale di stabilità per l’anno 2016) con l’erogazione di euro 100.000 per ciascuno degli esercizi 2019, 2020 e 2021.

Aiuto all’assistenza per gli ammalati cronici

Alle attività delle associazioni di assistenza agli ammalati cronici, ovvero oncologici, riconosciute dalle Aziende Sanitarie Locali, che svolgono il servizio sociale per il trasporto da e per gli ospedali nelle aree interne, sono previsti euro 200.000,00 per gli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021.

I Comuni potranno nuovamente acquisire immobili abusivi

Riapertura dei termini previsti dal comma 1 dell’articolo 9 della legge regionale 18 novembre 2004, n. 10 (Norme sulla sanatoria degli abusi edilizi di cui al decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, articolo 32 così come modificato dalla legge di conversione 24 novembre 2003, n. 326 e successive modifiche ed integrazioni), che prevede che le amministrazioni comunali possano acquisire al patrimonio comunale gli immobili abusivi, al 31 dicembre 2019.

Regione Campania: il difensore civico diventa garante della salute

Regione Campania: il difensore civico diventa garante della salute

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“C’è una legge del Consiglio regionale che ha rafforzato la direttiva nazionale sui difensori civici, ho voluto che si andasse in questa direzione perché avere una persona terza rispetto al commissario per la sanità e a chi gestisce la sanità è un elemento di sicurezza che diamo ai cittadini”. Così Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, parlando delle nuove funzioni in materia di sanità del difensore civico della Campania, che sarà anche garante della salute. “Come vicepresidente dei Consigli regionali d’Italia – ha ricordato D’Amelio – ne ho già discusso al tavolo nazionale, alcune Regioni sono già partite. Ho voluto che si andasse in questa direzione, potranno essere sottoposte al difensore civico problematiche che riguardano il funzionamento distorto delle strutture, contenziosi, e il difensore civico può assumere su di sé l’onere di risolvere contenziosi che si verificano tra utenti e strutture sanitarie, all’interno delle stesse strutture sanitarie, ed essere la sentinella sul territorio dei diritti di chi usa le strutture per la salute”. Secondo D’Amelio “è un messaggio molto importante che abbiamo dato e la Regione ha voluto legiferare rafforzando il ruolo di difensore civico in questa direzione”.

 

Pet Therapy a Villa Paradiso

Pet Therapy a Villa Paradiso

Un progetto che mira ad una terapia, basata sull’interazione uomo-animale, che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e viene impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

Il progetto “Pet Therapy” non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una serie di laboratori e di attività terapeutiche. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure sociosanitarie, riabilitative e sociali presenti in struttura.
Questi interventi funzionano grazie alla relazione che si instaura fra un animale domestico e un utente: una sintonia complessa e delicata che stimola l’attivazione emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi. L’animale non giudica, non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi. In questa terapia sono dimostrabili benefici sul battito cardiaco, ansie, paure. Inoltre, favorisce la piena espressione delle persone, che tra gli umani si riduce di solito solo al linguaggio verbale.
Non essendoci esperienze collaudate nella nostra Provincia, abbiamo preso spunto dal percorso compiuto in altre realtà sociosanitarie all’avanguardia. Infatti, con il progetto orto therapy ormai impiantato da 2 anni nella nostra struttura, abbiamo da subito compreso che andava costruito un modello di orto therapy originale calandolo nel contesto di una struttura, avendo all’interno due moduli: casa albergo e comunità tutelare. Da allora di strada ne abbiamo fatta tanta abbiamo cercato di offrire il giusto spazio alla relazione umana. Un impegno che ci ha portato ha sperimentare il progetto Orto Therapy.

“Adotta un nonno” è un altro progetto nato dall’idea dell’amministratore Dott. Sabato D’argenio, Amministratore “Gruppo Insieme – Villa Paradiso” che traccia il modello residenziale – territoriale, un modello innovativo delle scienze sociali che mira ad avvicinare il mondo dei ragazzi al mondo dell’anziano, due generazioni diverse ma complementari nei vissuti del passato e del futuro. Una prospettiva di specchio che permette al paziente anziano di guardare al suo passato con tenerezza e al ragazzo di guardare al futuro con consapevolezza e responsabilità. La metodologia del progetto è impiantata in una serie di incontri liberi finalizzati allo scambio di esperienze di vita quotidiana, ogni ragazzo “adotta” un nonno, le fa periodicamente visita. tutto ciò al fine di promuovere tutto quanto una persona ammalata o sana possa cercare per un equilibrio di vita sano e gioioso. La struttura cosi come impiantata nella sua metodologia guarda l’utente dal punto di vista bio-psico-sociale diventando luogo di assistenza sanitaria e psico-sociale che guarda ad un sistema di equipe integrato.
Il progetto “vivere il mondo” consiste in uscite settimanali dei nostri ospiti con educatori ed operatori presso centri commerciali, mercati, cinema, pic-nic, mostre, visite guidate monumentali, al fine di mantenere le attività ex-ante al ricovero per mantenere il più integre possibili le attività della vita quotidiana, il tutto organizzato in un setting socio-psico-pedagogico capace di risvegliare la manualità, la tattilità e l’abilità logica: l’emergenza di nuove modalità espressive, di orientamento e di gestione dello spazio.

Campania: Garante per i disabili

Campania: Garante per i disabili

Il Consiglio regionale della Campania, presieduto da Rosa D’Amelio, ha approvato all’unanimità il testo di legge per l’istituzione di questa figura, cui spetterà farsi promotore di azioni per assicurare il pieno rispetto della dignità e autonomia delle persone con disabilità e di programmi per agevolare l’accessibilità ai servizi e all’istruzione, nonché di interventi per eliminare tutte le barriere architettoniche e comunicative.
Nella stessa deliberazione del Consiglio è stata approvata anche la variazione di bilancio per attivare le risorse per il trasporto scolastico dei disabili, problematica molto sentita.
L’inclusione scolastica rappresenta infatti un fattore cruciale del miglioramento del benessere dei giovani disabili e il trasporto scolastico è cruciale per la sua implementazione. In dieci anni, secondo il Focus del Miur “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità”, pubblicato nel 2015, è cresciuta fortunatamente del 40% la percentuale degli alunni disabili che frequentano le scuole italiane, anche se a ciò non ha corrisposto l’aumento adeguato di insegnanti di sostegno.
La deliberazione del Consiglio della Regione Campania rappresenta dunque un segnale forte di attenzione ai problemi di una fascia di popolazione vessata da anni di diritti negati, lungaggini burocratiche, inadempienza di leggi, 
servizi insufficienti e inadeguati, carenze di fondi, assenza di centri di accoglienza adeguati, progetti inesistenti e scarsa attenzione mediatica, tra indifferenza ed esclusione dei più. In base ai dati forniti dall’ISTAT, in Italia le persone con disabilità sono 7.214.000, di cui in Campania ce ne sono circa 320.000.
La Campania presenta, rispetto alla media nazionale, una maggiore frequenza dei disabili in famiglia: ciò viene attribuito ad un fattore di natura culturale – la maggiore propensione dei nuclei familiari residenti in Italia meridionale a tenere in famiglia i congiunti ammalati- ed uno strutturale, costituito dalla carenza dell’offerta di strutture residenziali dedicate.

I comuni campani che riceveranno giostrine per disabili

I comuni campani che riceveranno giostrine per disabili

A darne notizia il presidente del gruppo consiliare Campania libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto e ottenuto di inserire nelle finanziarie approvate nel 2015 e nel 2016
“un contributo ai Comuni per permettere l’installazione delle giostrine per disabili”.
“È una conquista di civiltà che mette la Campania all’avanguardia in Italia perché sono davvero pochi i comuni che sono sensibili al tema delle giostrine per disabili e la nostra regione sarà la prima ad avere tanti aree gioco attrezzate anche per i bambini disabili” ha concluso Borrelli aggiungendo che “siamo già al lavoro affinché vengano finanziati anche i Comuni che non sono rientrati nei primi beneficiari pur se la loro domanda è stata giudicata ammissible” e ringraziando “l’assessore alle politiche sociali, Lucia Fortini, per aver seguito passo passo tutto l’iter fino all’approvazione della graduatoria che permetterà la concessione dei contributi e l’installazione delle giostrine”.

Di seguito i comuni:
Conza della Campania, Calvi, Montemarano, San Nazzaro, Marcianise, Battipaglia, Durazzano, Giffoni Sei Casali, Ottaviano, Buonalbergo, Altavilla Silentina, Portico di Caserta, Massa di Somma, Roccapiemonte, Dugenta, Recale, Monte Miletto, Sala Consilina, Camigliano, Mugnano, Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere, Agerola, Sapri, Atena Lucana, Antilia, Lacedonia, Baronissi, Ascea, Sassano, Castel Morrone, Cannalonga, Paternopoli.

Un posto nel mondo, la Cooperativa fondata da Luisa Di Blasi

Un posto nel mondo, la Cooperativa fondata da Luisa Di Blasi

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Arriva dalla provincia irpina e precisamente da Paternopoli, la storia di Luisa Di Blasi e della sua cooperativa “Un posto nel mondo”. Si tratta di un esempio concreto delle possibili applicazioni pratiche del progetto di inserimento lavorativo di disabili psichici, ideato e sviluppato in collaborazione della UOSM di Ariano Irpino, diretta dal Dott. Emilio Fina, oggi capodipartimento della Psichiatria di Avellino. “Un posto nel mondo” è stata fondata per aiutare famiglie e ragazzi sofferenti per patologie mentali a trovare un possibile impegno volto ad aiutare ad alleviare le loro tensioni, sentendosi utili nello svolgimento di attività concrete che non sono da considerare dei meri passatempi. La cooperativa ha stretto una collaborazione con Ema, l’azienda di Morra De Sanctis, controllata del gruppo Rolls Royce, che ha scelto la via dell’impegno nel sociale.
Da un incontro informale tra l’amministratore delegato Otello Natale e la signora Luisa, in cerca del supporto istituzionale ed economico per rispondere al desiderio di scendere in campo per aiutare la sua comunità, si è sviluppato un accordo di esternalizzazione di alcune attività dell’azienda, affidate a otto giovani disabili.
I ragazzi della cooperativa “Un posto nel mondo”, alcuni con contratto a tempo indeterminato, altri con formula a progetto e soprattutto con un orario flessibile studiato per le capacità di ciascuno, si occupano per Ema della “dematerializzazione della documentazione cartacea”, riuscendo a conquistare la serenità e ad uscire dall’isolamento. Luisa Di Blasi con la sua cooperativa e i suoi ragazzi speciali ha festeggiato un altro traguardo: l’esito positivo di un ulteriore progetto di integrazione socio-lavorativa di ragazzi
disabili psichici, detenuti nell’OPG di Aversa.

Questi 5 ragazzi, fatti uscire dall’OPG hanno conseguito la Patente Europea del Computer e acquisito le competenze atte a svolgere il lavoro di dematerializzazione della documentazione cartacea.

I risultati lusinghieri ottenuti da questi ragazzi, oggi hanno consentito ad una ragazza di aprire uno studio privato di design. Un altro ragazzo è oggi impegnato in un progetto messo a punto con l’ASL di Avellino, volto a lavorare le ricette specialistiche della provincia. L’ISFOL, con la dinamica ricercatrice Giuliana Franciosa, in quanto consulente della Regione Campania in un progetto in materia psichiatrica, ha valutato l’attività svolta dalla cooperativa “Un Posto Nel Mondo” tra le buone prassi della riabilitazione psichiatrica.